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UN PO' DI STORIA

Don Gaspare Canepa nacque a Voltri il 20 aprile 1919. Entrò in seminario al Chiappeto in

prima media, dove ritornò come prefetto dopo aver frequentato il liceo nel seminario maggiore. Seguì le sorti delle sue classi quando queste, all’inizio della guerra, furono trasferite a Voltaggio per motivi di sicurezza. In piena guerra il 19 giugno 1943 venne ordinato sacerdote a Camogli, dato il pericolo dei bombardamenti. Ritornò a Voltaggio dove si prese cura dei giovani seminaristi. Nell’estate del 1944 il Card Boetto gli affidò la chiesa di San Filippo dove si prodigò fino alla fine della guerra, quando rientrò al chiappeto come insegnante e si dedicò ai ragazzi di Azione Cattolica. Divenne poi vice delegato arcivescovile per l’Azione Cattolica. Soprattutto nel 1950 nacque l’esperienza di Monteleco, nei pressi di Voltaggio, in Val Lemme vicino al passo della Bocchetta. La casa di caccia dei conti Acquarone, rilevata dalla diocesi nel 1957, divenne mano a mano un struttura per ragazzi fino alle dimensioni attuali di tre case e una Chiesa immerse in 10 ettari di verde e bosco. Un luogo destinato a vedere intere generazioni di giovani genovesi che lì fecero e fanno tuttora una esperienza di gioia e preghiera. Al suo fianco sempre un altro sacerdote indimenticato: don Giuseppe Ivaldi, don I. Nel frattempo don Ga si dedicava a una intensa cura spirituale di giovani e adulti che a lui ricorrevano per direzione spirituale e momenti di ritiro e preghiera. Era il 1970 quando il Card Siri gli chiese di costruire qualcosa per la formazione degli educatori e dei giovani che non rientravano direttamente nell’associazionismo cattolico. Fondò così, sempre insieme a don Ivaldi il MOVIMENTO RAGAZZI, che divenne la sua opera più bella e evidente, dedicandosi interamente al mondo dei ragazzi, al mondo della formazione spirituale, pedagogica, umana di generazioni di educatori provenienti da ogni ispirazione. Sempre più si dedicò ai poveri, ai ragazzi disabili, ai minori in carcere, a chi usciva dal percorso scolastico, a chi non aveva nessun punto di riferimento. Fondò il centro doposcuola nel 1984., continuò a curare Monteleco. Il suo carattere sanguigno e gioviale, limpido e pieno di energia, libero e capace di infinita tenerezza verso chiunque, forte e generoso fino al dono totale, unito a una mente profonda e brillante rimasero impressi nel cuore di migliaia di genovesi. Dopo anni di malattia lunga che ne spense le energie ma non l’anima morì il 22 agosto 1994 a 75 anni. Ancora oggi il Movimento Ragazzi cura Monteleco, il centro diurno per minori, campi estivi, cammini di formazione per ragazzi giovani animatori educatori, facendo parte della Pastorale Giovanile Diocesana.

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